Roma / Museo nazionale di Castel Sant'Angelo
Ardea / Museo Giacomo Manzù
8 dicembre 2016 / 5 marzo 2017
L'artista
La Mostra
“Stimo molto il mio amico Manzù – scrive Lucio Fontana in una lettera del 29 dicembre 1949 – e non ci sarebbe alcun male data la qualità dell’artista, però credo che i miei amici abbiano equivocato, per lo meno in Italia, nessun critico e nessun quotidiano ha fatto alcun paragone tra la mia scultura e quella di Manzù”. Il cuore della mostra, stabilire cioè una serie di dialoghi fra Manzù e Fontana, potrebbe in fondo partire da questa missiva, indirizzata al collega scultore Pablo Edelstein. Allora come adesso – all’indomani cioè del Giubileo della Misericordia – è importante capire perché si sia scelto di far correre questo incontro proprio lungo i binari della spiritualità. Gli anni della seconda guerra mondiale avevano visto i due maestri su sponde molto lontane, geograficamente e artisticamente. Pure, negli anni immediatamente successivi al conflitto essi si ritrovarono appunto uniti nel confronto con il sacro, Manzù al lavoro per il Vaticano, Fontana per la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. Ambedue, pur verificando l’impossibilità di forzare le ragioni liturgiche della committenza, ebbero l’occasione di misurarsi con iconografie tradizionali. L’esposizione documenta il comune desiderio di rinnovare tali iconografie in senso contemporaneo, come anche il fertile rapporto che in tal modo venne a crearsi con i rispettivi percorsi linguistici. La mostra in parallelo offre il destro per un nuovo e diverso dialogo, stavolta sul piano della museologia. Il Polo Museale del Lazio unisce difatti per la prima volta Castel Sant’Angelo a Roma e il Museo Manzù di Ardea. Due realtà profondamente diverse per origini, luogo e dimensioni, che nella circostanza collaborano nel segno di un progetto di alto profilo scientifico e di un’idea di tutela e valorizzazione realmente integrate, senza gerarchie o sudditanze a priori.
"I greatly respect my friend Manzù,” wrote Lucio Fontana in a letter dated December 29, 1949, “and there would be no harm given his quality as an artist, but I think that my friends have misunderstood this point. At least in Italy, no critic and no newspaper has ever compared my sculpture to Manzù’s.” The heart of the exhibition, which seeks to establish a series of dialogues between Manzù and Fontana, could start from this letter from Fontana to his fellow sculptor Pablo Edelstein. Then as now, following the Jubilee of Mercy, it is important to understand why we have chosen to present this encounter on the paths of spirituality. The years of World War II saw the two masters on very distant shores, geographically and artistically. Then, in the years immediately after the war, they found themselves united precisely in their exploration of the sacred, with Manzù working for the Vatican and Fontana for the Veneranda Fabbrica del Duomo in Milan. Both, while realizing the impossibility of forcing the liturgical reasons of their commissions, were given an occasion to measure themselves with traditional iconography. The exhibition documents the common desire to renew this iconography in contemporary terms, as well as the fertile relationship that came to be created in this way with their respective stylistic developments. This parallel exhibition provides the opportunity for a new and different dialogue, this time in terms of museology. For the first time, the Museum Pole of Lazio is pairing Castel Sant'Angelo in Rome with the Museo Manzù at Ardea. These are two very different institutions by origin, location and dimensions, which in this case are collaborating on a project with a high scientific profile and an idea of truly integrated conservation and valorization, without any preconceived hierarchy or subordination between them.
SEDI

Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo
Roma, Lungotevere Castello, 50

Tutti i giorni: 9.00 - 19.30
La biglietteria chiude alle 18.30

13 euro intero - 6,50 euro ridotto

Museo Giacomo Manzù
Ardea (Roma), Via Laurentina km. 32

Tutti i giorni: 9.00 - 19.30

Ingresso gratuito

Visite guidate

Sabato e domenica in entrambe le sedi, ore 11.00, 12.00, 16.00 e 17.00

Info e prenotazioni